GUENDA

Nessuno inventa nulla.L’ho sentito dire.

Perché tutto esiste già, mi hanno spiegato.

Lo dicono i filosofi che il tempo lo passano nella meraviglia.

Ma allora Guenda cosa fa tutto il giorno?

Cerca.Riesco a rispondermi mentre la guardo impegnata sui fornelli.

Si mette le mani nelle larghe tasche della salopette di jeans e tira fuori manciate di memoria.

Accanto a lei ci sono:

chiodi, lampadine, pinze, ingranaggi, candele delle macchine, corni ,fili e altri pezzi di ferro.

E a vederli così tu diresti che sono solo ferri vecchi.

Inutili.

Inanimati.

Poi lei li prende in mano,

magari la sera quando fuori piove

o la notte mentre tutto tace, o ancora con i bagliori dell’alba prima che il gallo canti.

Oppure ogni volta che Guenda apre la porta dei suoi pensieri.

E i suoi occhi smettono di guardare quello che vedono.

E cominciano a raccontare quello che la sua storia ha da dire:

una vecchia soffitta, un laboratorio da sbirciare in segreto, un papà inventore da continuare ad amare, oltre il tempo, oltre lo spazio, solo con la fantasia.

Un ricordo che ha bisogno di farsi eterno nell’uso dei suoi oggetti che oggi ne possiedono l’anima.

È così che nascono le sculture di questa cara amica dall’animo fragile

che restituisce attraverso le sue fantasiose opere il desiderio di amare, di vivere e di ricordare. Di resistere. [di Elisa Salvaterra]

RECYCLING ART ANIMALANIME

Ho iniziato da pochi anni a usare un linguaggio per esprimere le emozioni che le parole non raggiungeranno mai.

Il fare scultura è nato quasi per caso, avevo l'esigenza di rendere eterno un oggetto e un ricordo di mio padre, le cesoie che usava per potare le rose del giardino, e allora è nato un assemblaggio, ferro e legno insieme a creare un animale, un camaleonte, un animalanime, un oggetto che conserva in sé l'anima di chi lo ha posseduto.

Nonostante la formazione artistica non avevo mai fatto arte sul serio. É bastato rendere eterno quell'oggetto per mettere in moto in me il meccanismo della recycling art.

Una soffitta da svuotare... un vuoto da riempire da qui hanno iniziato a nascere le opere, intrise di una forza e di una storia che parla di infanzia e di famiglia....di ricordi personali e passione per il mondo del riuso...

Ho comprato una saldatrice a filo animato e ho iniziato a saldare i pezzi metallici che trovavo in soffitta, tutti animali che nascevano quasi magicamente dall'unione di pochi pezzi, incastrati tra loro.

Animali che racchiudono la storia degli oggetti con i quali sono formati, che ne conservano i ricordi.

A volte le animalanime nascono da pezzi metallici trovati in discarica, ma il più delle volte sono create da materiali portati da amici o ritrovati nelle soffitte di persone che come me conservano tutto, che non si sa mai. E allora trovo il dialogo giusto tra i pezzi e li saldo tra loro. Tecnicamente le mie saldature presentano qualche imperfezione, ma io uso queste imperfezioni per valorizzare il lavoro, le scorie fanno parte dell'opera, a volte ne aggiungo di proposito...

Anche la smerigliatura non è regolare, a volte mi servo del flessibile per creare dei giochi di lucido opaco, ma niente è prestabilito, è il pezzo, il ferro, che, nell'istante in cui lo lavoro mi suggerisce dove insistere e dove invece passare solo sfiorando.

Mi piace lavorare il metallo, sto imparando a conoscerlo e ogni volta nasce qualcosa di nuovo, si aggiunge una nuova sperimentazione.

Oltre a saldare creo anche degli assemblaggi con sassi, corni e a volte anche ossi di animali che trovo nel bosco o mi conservano persone che hanno capito come le utilizzo. Cerco di far rivivere gli oggetti o di dare nuova vita a materiali che erano ormai destinati a essere buttati.

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